Bonus mobili 2022: ecco come funziona e quali sono i requisiti per ottenerlo

Al fine di favorire le operazioni di ristrutturazione degli immobili, il Governo Italiano ha confermato questa agevolazione prorogando di tre anni i vari bonus casa e tra questi c'è anche il nostro Bonus Mobili.

La proroga copre le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024, e rappresenta un'importante occasione per chiunque ne avrà bisogno in futuro.

C'è un però! Si abbassa il monte spese alla detrazione. Nello specifico, per il bonus mobili, ex art.16, comma 2, del DL n.63/2013, la spesa max detraibile passa da 16.000 a 10.000 euro.

Il limite di 16.000, rispetto a quello ordinario di 10.000 euro era stato introdotto dalla Legge di bilancio 2021 (comma 58 della Legge 178/2020).

Il Bonus Mobili 2022 permette la detrazione Irpef 50% delle somme spese per l'acquisto di arredi e di grandi elettrodomestici tramite l'inserimento nella dichiarazione dei redditi. Il requisito fondamentale per utilizzare l'agevolazione è che i mobili devono essere nuovi, condizione valida anche per gli elettrodomestici la cui classe energetica non deve essere inferiore alla A+, con l'eccezione per forni e lavasciuga i quali possono appartenere alla categoria A. Ulteriormente, nei costi da detrarre sono incluse anche le spese di trasporto e montaggio. Il Bonus mobili ed elettrodomestici è in vigore per l'intero anno solare.

Per poter aver diritto al Bonus Mobili 2022, è fondamentale che l'acquisto di mobili ed elettrodomestici sia destinato ad arredare immobili ristrutturati.

Bonus Mobili: come funziona

Per poter accedere all'importante detrazione occorre rispettare alcune condizioni. Gli interventi di ristrutturazione in un appartamento, in una mansarda, in una villetta devono essere di tipo straordinario, mentre quelle relativi ai condomini sono considerati di tipo ordinario sulle parti comuni.

L'Agenzia delle Entrate intende per "natura straordinaria":

  • La realizzazione di opere che siano destinate al restauro e risanamento conservativo;
  • La ristrutturazione di un appartamento
  • La ricostruzione o il ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Non danno diritto a chiedere il Bonus Mobili 2022, attività di tipo ordinario, come ad esempio:

  • La tinteggiatura delle pareti;
  • La moquette di pavimenti;
  • La struttura di infissi esterni.

Si ha diritto al Bonus mobili 2022, in relazione alle opere ed agli interventi sugli edifici, nei seguenti casi:

  • Al restauro, al risanamento conservativo e alla ristrutturazione edilizia, che si eseguono su interi fabbricati, purché da imprese edili e cooperative edilizie che hanno terminato i lavori da non oltre 18 mesi;
  • La manutenzione ordinaria, straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo su parti comuni del condominio

Nel caso del condominio, è dunque più la tipologia di lavori che determina il diritto a chiedere il Bonus. Comprende:

  • La manutenzione straordinaria come installazione di ascensori, montacarichi, realizzazione di servizi igienici, muri di cinta e cancellate, manutenzione degli infissi e altro;
  • La ristrutturazione edilizia come rifacimento della facciata, costruzione di una mansarda o balcone, apertura di nuove porte o finestre e altro;
  • Risanamento conservativo come adeguamento delle altezze dei solai alla normativa, il ripristino dell'aspetto storico-architettonico del palazzo e altro;
  • La manutenzione intesa come la tinteggiatura, la riparazioni ordinaria varie per la cancellazione di portoni, muri di cinta d'ingresso o la sostituzione tegole.

Modalità di rimborso del Bonus Mobili 2022

Per poter rientrare nell'agevolazione è necessario che i lavori di ristrutturazione siano regolarmente dichiarati mediante pratica edilizia richiesta presso il Comune con CILA SCIA o DIA oppure con autocertificazione, se rientranti in edilizia libera, e che siano stati avviati dopo il 1° gennaio 2020.

La detrazione Irpef 50% viene calcolata su un importo massimo di spesa pari a € 10.000, IVA inclusa. Notevole quindi la riduzione avviata dal governo, che ha ridotto ad 1/3 la somma su cui calcolare la detrazione. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Ad esempio:

Se la spesa per acquisto di mobili ed elettrodomestici è pari ad un importo di €4.000 nel 2022, il massimo della detrazione ammessa sarà il 50% della spesa, dunque €2.000.Pertanto la quota detraibile nella dichiarazione dei redditi sarà fissata in tariffa di € 200 per 10 anni consecutivi. Nel caso in cui l'importo speso sia superiore a € 10.000, la somma detraibile nelle 10 dichiarazioni dei redditi successivi sarà pari a € 2.500, quindi € 250 ogni anno.

Il limite di €10.00 è riferito alla singola unità immobiliare comprensiva di pertinenze.

Il bonus mobili 2022 è cumulabile con:

  • Bonus Ristrutturazione 2022;
  • Ecobonus e Superbonus 110% 2022;
  • Bonus verde 2022.

Richiedere il Bonus Mobili e quali documenti occorrono

È fondamentale che gli acquisti dei mobili ed elettrodomestici avvenga dopo l'inizio dei lavori di ristrutturazione. Non è invece determinante il momento del pagamento degli stessi, che possono essere pagati anche prima del pagamento dei costi sostenuti per la ristrutturazione. Il titolo necessario per aver diritto alla detrazione è il rilascio di fattura o scontrino: è quindi obbligatorio che su qualunque dei due documenti richiesti sia presente il codice fiscale dell'acquirente. È da ricordare che sulla fattura o scontrino dovrà essere riscontrabile la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti, in maniera tale che al momento della dichiarazione dei redditi sia possibile accertare la competenza dell'acquisto.

Chi può usufruire del Bonus Mobili 2022

Gli aventi diritto a poter detrarre le spese sostenute per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici sono i seguenti soggetti:

  • Proprietari degli immobili;
  • Localizzazione o comodatari;
  • Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • Soci di cooperative divise e indivise;
  • Soci di società semplici;
  • Imprenditori individuali, purché gli immobili non siano strumentali all'esercizio della professione.

Ora che abbiamo visto quali sono le condizioni di base pe poter usufruire del Bonus, vediamo quali sono i mobili ed elettrodomestici che rientrano nella detrazione 2022.

Quali sono le caratteristiche dei prodotti acquistabili?

I mobili che sono compresi nell'elenco e che determinano il diritto all'agevolazione, sono: Divani, Poltrone, Armadi, Letti, Materassi, Comodini, Sedie, Tavoli, Mensole, Librerie, Scrivanie, Cassettiere, Apparecchi di Illuminazione e Mobili per il Bagno.

Inoltre, è importante sottolineare e quindi ripetere che:

  • I mobili devono essere nuovi;
  • I mobili acquistati possono anche essere relativi ad una stanza diversa da quella sottoposta a ristrutturazione.

Ci sono alcuni Mobili e componenti esclusi dall'accesso al bonus, ossia: Porte, Pavimenti, Tende.

Gli elettrodomestici devono essere rigorosamente nuovi e non sono dunque ammessi acquisti di macchinari presso mercatini dell'usato. Tutti gli elettrodomestici devono appartenere alla classe energetica A+, indicata con un'etichetta sul prodotto. Ad eccezione di forni e lavasciuga che possono appartenere anche alla classe A.

Tra gli elettrodomestici acquistabili per poter usufruire del Bonus in questionie ci sono: Frigoriferi, Congelatori, (Altri elettrodomestici per la cura e conservazione del cibo a basse temperature), Lavatrici, Asciugatrici, Lavastoviglie, Apparecchi per la cottura, Forni, Forni a Microonde, Grandi Elettrodomestici indispensabili per la cottura dei cibi, Apparecchi elettrici di riscaldamento, Ventilatori elettrici.

Bonus mobili 2022: cessione del credito possibile

Con l'introduzione del Superbonus 110%, che permette al contributo italiano di usufruire di una detrazione davvero interessante, potendo addirittura far eseguire lavori per l'efficientamento energetico a costo zero, è stata confermata anche la possibilità della cessione del credito direttamente all'azienda che esegue i lavori.

Per il bonus mobili è ammessa la cessione del credito?

No, in quanto nel DL 34/2020, meglio noto come Decreto Rilancio, nell'elenco di lavori per la ristrutturazione di un immobile che ammettono l'opportunità di cessione del credito o lo sconto in fattura, non è compreso il Bonus mobili.

Si ricorda inoltre che il Bonus mobili, a differenza del Bonus ristrutturazioni, prevede che:

  • La detrazione non sfruttata pienamente (per incapienza IRPEF) non può essere ceduta a familiari, terzi o altri;
  • La detrazione non si può ottenere in seguito a decesso del contribuente avente diritto;
  • La detrazione non si trasferisce in caso di cessione dell'immobile;
  • Il bonifico bancario o postale deve indicare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita IVA o codice fiscale del destinatario del bonifico;
  • Dev'essere pagato con carte di credito o carte di debito (bancomat). E' importante ricordare che nel caso di pagamento con carte di credito o di debito, a far fede sarà il giorno di utilizzo della carta stessa e non il giorno di addebito in conto corrente.

Nel caso di acquisti con pagamento rateale, la possibilità di detrazione è ammessa a condizione che:

  • La società finanziatrice effettui il pagamento della merce con le modalità indicate in precedenza;
  • L'acquirente abbia una copia della ricevuta del pagamento.

    Pertanto non sono ammessi pagamenti con:

  • Assegni bancari,
  • Contanti,
  • Altri mezzi di pagamento non rintracciabili.

Bonus mobili 2022: documentazione

Al momento della dichiarazione dei redditi, occorrerà allegare e conservare la ricevuta del bonifico bancario oppure gli scontrini fiscali in caso di pagamento con carte, oltre alle fatture di acquisto dei mobili ed elettrodomestici. Trattandosi di un bonus che scatta soltanto in caso di interventi di tipo straordinario ed opere di rifacimento di edifici, è obbligatorio inoltre essere in possesso di:

  • Dichiarazione di ristrutturazione, ovvero la comunicazione fatta al Comune in cui è situato l'immobile;
  • Titolo abilitativo comunale che attesta la data di inizio lavori.

Nel caso in cui il Comune non prevede il rilascio di un titolo abilitativo, sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà. Inoltre, è buona norma conservare tale documentazione in quanto sono possibili controlli successivi da parte dell'Agenzia delle Entrate.